Codici e Leggi

 

 

Con provvedimento datato del 31 Luglio u.s., Il Consiglio dei Ministri ha approvato il modello per la comunicazione telematica per poter fruire del bonus relativo agli investimenti pubblicitari incrementali su giornali (quotidiani e/o periodici) sia nella versione cartacea che in quella digitale, su tv e radio locali (analogiche o digitali).

Per l’anno d’imposta 2017 bisognerà trasmettere il modello, barrando la casella corrispondente alla “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati”, in cui si dichiara la concreta realizzazione degli investimenti pubblicitari, nel periodo tra il 22 settembre 2018 e il 22 ottobre 2018.

Per gli anni d’imposta successivi bisognerà:

  1. Trasmettere il modello barrando la casella “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta” indicando i dati degli investimenti programmati. Tale comunicazione deve essere trasmessa tra il 1° al 31 marzo di ciascun anno;

  2. Trasmettere il modello barrando la casella “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” dichiarando che gli investimenti indicati nella comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell’anno agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti di cui all’articolo 3 del D.P.C.M. n. 90 del 2018. Tale comunicazione deve essere trasmessa tra il 1° al 31 gennaio dell’anno successivo.

In deroga a quanto sopra esposto, per l’anno d’imposta 2018 la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta” deve essere trasmessa dal 22 settembre 2018 al 22 ottobre 2018, mentre la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” deve essere trasmessa secondo il calendario ordinario cioè tra il 1° e il 31 gennaio 2019.

Nel caso in cui il contributo richiesto superi i 150mila euro, l’interessato deve rilasciare una delle seguenti autocertificazioni:

  • essere iscritto negli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa;

  • indicare nel riquadro “Elenco dei soggetti sottoposti alla verifica antimafia” i codici fiscali di tutti i soggetti da sottoporre alla verifica antimafia (articolo 85, Dlgs 159/2011).

 

L’ammissione al bonus richiesto per il 2018 arriverà entro il prossimo 21 novembre, quando saranno pubblicati online l’elenco dei richiedenti con l’indicazione dell’eventuale somma teoricamente spettante, in attesa della ripartizione definitiva dei fondi stanziati.

Un successivo provvedimento renderà noto l’ammontare del credito effettivamente fruibile per gli investimenti realizzati negli anni 2017 e 2018.

In caso di più invii relativi alla stessa comunicazione, sarà ritenuta valida l’ultima trasmessa.

 

Spese ammissibili

Sono ammesse a tale beneficio le spese sostenute per l’acquisto di spazi pubblicitari / inserzioni commerciali effettuate tramite:

- stampa periodica / quotidiana (nazionale o locale) anche “on line”;

- emittenti televisive / radiofoniche locali (analogiche o digitali)

Requisiti

il valore complessivo dell’investimento deve essere superiore

almeno dell’1% rispetto a quello effettuato nell’anno precedente a mezzo degli “stessi mezzi di informazione” .

Beneficio

Credito di imposta:

- 90% per Micro imprese, PMI e startup innovative;

- 75% per Altri soggetti

Modalità di presentazione del modello

esclusivamente in via telematica al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria utilizzando i servizi resi disponibili nell’area riservata dal sito Internet dell’Agenzia delle Entrate:

- direttamente da parte del soggetto abilitato;

- tramite una società di gruppo, se il richiedente appartiene ad un gruppo societario;

- tramite un intermediario abilitato.

Note

Necessaria dichiarazione attestante la spesa rilasciata da soggetto abilitato al rilascio del visto di conformità delle dichiarazioni o da un Revisore legale dei conti.

 

Il modello F24 potrà essere utilizzato anche per i versamenti relativi alle somme dovute a seguito di atti dell’autorità giudiziaria emessi, a partire dalla data odierna, dall’Agenzia delle entrate.

A tal fine è stato istituito il codice tributo:

  • “AAGG” denominato “Registrazione atti giudiziari - somme liquidate dall’ufficio”

utile per il pagamento di tutte le imposte e tasse liquidate dagli uffici dell’Agenzia delle entrate.

Il versamento delle somme potrà essere effettuato utilizzando il modello precompilato che sarà disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate e, comunque, allegato all’avviso di liquidazione emesso dall’ufficio.

Nell’eventualità in cui il contribuente, intenda versare solo una parte dell’importo complessivamente richiesto, si potranno utilizzare i codici tributo:

  • • “A196” denominato “Atti giudiziari - Imposta di registro - somme liquidate dall’ufficio”;
  • • “A197” denominato “Atti giudiziari - Sanzione imposta di registro - somme liquidate dall’ufficio”;
  • • “A140” ridenominato “Atti giudiziari e Successioni - Imposta ipotecaria - somme liquidate dall’ufficio”;
  • • “A141” ridenominato “Atti giudiziari e Successioni - Imposta catastale - somme liquidate dall’ufficio”;
  • • “A146” ridenominato “Atti giudiziari e Successioni - Imposta di bollo - somme liquidate dall’ufficio”;
  • • “A148” ridenominato “Atti giudiziari e Successioni - Sanzione Imposta di bollo- somme liquidate dall’ufficio”;
  • • “A149” ridenominato “Atti giudiziari e Successioni - Sanzione Imposte e tasse ipotecarie e catastali - somme liquidate dall’ ufficio”;
  • • “A152” ridenominato “Atti giudiziari e Successioni - Interessi - somme liquidate dall’ufficio”.

I predetti tributi dovranno essere indicati nella sezione Erario del modello  e, negli appositi campi, si dovrà anche indicare il “codice ufficio”, il “codice atto” e l’“anno di riferimento” (nel formato “AAAA”) indicati dall’Agenzia delle entrate.

Per le spese di notifica relative agli avvisi di liquidazione emessi dagli uffici si dovrà utilizzare il codice tributo “9400 - spese di notifica per atti impositivi” già esistente.

 

Negli ultimi giorni i cittadini stanno ricevendo false mail firmate Agenzia delle Entrate – Sezione Assistenza catastale e ipotecaria ([email protected]), che però sono provenienti da indirizzo contraffatto, completamente estraneo all’Agenzia.

Nelle fantomatiche mail, i cittadini ricevono una “notifica di rimborsi fiscali” e, per procedere all’accredito delle somme, devono scaricare un allegato contenente il virus.

Con il comunicato stampa del 19 luglio u.s. l’Agenzia delle Entrate raccomanda ai cittadini di eliminare immediatamente questi messaggi e di non cliccare sui collegamenti presenti in quanto contengono dei pericolosi virus informatici.

 

A seguito delle variazioni introdotte dal DL 87/2018, (c.d. decreto dignità)*, alla normativa i.v.a. relativa alle “operazioni nei confronti di pubbliche amministrazioni e altri enti e società” (articolo 17-ter del D.P.R. n. 633/1972), da oggi split payment non è più applicabile alle prestazioni di servizi (ivi compreso quelle professionali) soggette a:

  • ritenute di acconto ai sensi dell’art. 25 comma 1 del DPR 600/1973 ( “compensi comunque denominati, anche sotto forma di partecipazione agli utili, per prestazioni di lavoro autonomo, ancorché non esercitate abitualmente ovvero siano rese a terzi o nell'interesse di terzi o per l'assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere.”)

  • ritenute a titolo di imposta.

Si evidenzia che non dovrebbero rientrare nel nuovo regime le fatture emesse dagli agenti e rappresentanti nonché dai mediatori per i quali l’applicazione della ritenuta di acconto è prevista da altro articolo (art 25 bis dello stesso DPR 600/1973).

 

La variazione dovrà essere applicata a tutte le fatture emesse a partire dalla data odierna, primo giorno successivo alla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

 

* ved. lettera informativa del 04.07.2018 “decreto dignità: le novità introdotte

 

Lo scorso 2 luglio, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge (c.d. “decreto-dignità”), che introduce misure urgenti per la “dignità” dei lavoratori e delle imprese.

Di seguito si riporta una breve sintesi di tutte le novità introdotte:

 

Misure per il contrasto al precariato

Diminuzione della durata massima dei contratti che passano da 36 a 24 mesi ed introduzione dell’obbligo di fornire la causale se il contratto a tempo supera i 12 mesi.

Quindi, per i contratti più lunghi, il datore di lavoro dovrà giustificare, attraverso un atto scritto consegnato al lavoratore entro 5 giorni, le motivazioni dell’assunzione di un lavoratore a tempo determinato.

Aumento dello 0,5% del contributo addizionale (attualmente pari all'1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali) a carico del datore di lavoro, in caso di rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione.

Aumento del 50% dell'indennizzo per i lavoratori ingiustamente licenziati. In caso di licenziamento senza giusta causa, l'indennizzo per il lavoratore può arrivare fino a 36 mensilità.

Misure per il contrasto alla delocalizzazione e la salvaguardia dei livelli occupazionali

Le aziende che ricevono aiuti dallo Stato non potranno delocalizzare in Stati non appartenenti all’Unione Europea entro cinque anni dalla data di conclusione dell’iniziativa agevolata, pena una multa da due a quattro volte gli aiuti ricevuti, con un interesse maggiorato del 4%.

Misure per il contrasto alla ludopatia

Al fine di rafforzare la tutela del consumatore e per un più efficace contrasto alla ludopatia, è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet. 

Dal 1° gennaio 2019 il divieto si applicherà anche alle sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni programmi, prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale, comprese le citazioni visive ed acustiche e la sovraimpressione del nome, marchio, simboli, attività o prodotti la cui pubblicità è vietata. Le uniche sponsorizzazioni escluse dal divieto sono le lotterie nazionali a estrazione differita e i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Misure in materia di semplificazione fiscale

Viene introdotta una modifica del “redditometro” mediante l’introduzione di una disposizione secondo cui il decreto ministeriale attualmente vigente, non ha più effetto per i controlli ancora da eseguire relativi al 2016 e agli anni successivi.

Viene stabilito che le comunicazioni dei dati fatture (c.d. spesometro) relativa alle operazioni compiute nel terzo trimestre 2018 possono essere inviate telematicamente all’Agenzia delle entrate entro il 28 febbraio 2019 (precedente scadenza 30 novembre 2018)

Abolizione del meccanismo della scissione dei pagamenti ai senti dell’art. 17 ter Dpr 633/1972 (c.d. split payment) per le prestazioni di servizi rese alle pubbliche amministrazioni dai professionisti i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta o di acconto.

Il Consiglio dei ministri, riunitosi il 27 giugno 2018, ha approvato il decreto legge che prevede la proroga dell’entrata in vigore dell’utilizzo obbligatorio della Fattura Elettronica (FE) relativa alle cessioni di carburante al posto della scheda carburante.

Quindi, l’obbligo di utilizzo della Fattura Elettronica per gli acquisti di carburante per autotrazione, effettuati presso tutti gli impianti stradali di distribuzione carburante, da parte di soggetti passivi Iva è previsto a partire dal 1° gennaio 2019 (data in cui diventerà obbligatoria l’entrata in vigore della fattura elettronica per tutte le transazioni tra privati).

Resta, invece, invariato per i titolari di partita i.v.a. l’obbligo, dal 1° luglio 2018, di pagare il distributore di carburante attraverso mezzi di pagamento tracciabili (carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all'obbligo di comunicazione previsto dall'articolo 7, sesto comma, del D.P.R. 29.09.1973, n. 605.) al fine di poter dedurre il costo e detrarre l’IVA relativi all’acquisto di carburante (art. 164 T.U.I.R.).

La proroga non riguarda l’altro settore interessato dall’entrata in vigore “anticipata” della Fattura Elettronica tra privati al 1° luglio 2018, ovvero le fatture per prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese nel quadro di un contratto di appalto di lavori, servizi o forniture stipulato con un’Amministrazione Pubblica.

 

Come previsto dalla Legge di Bilancio 2018, da ieri, 1° luglio 2018, i datori di lavoro del settore privato sono obbligati al pagamento delle retribuzioni esclusivamente con modalità tracciabili.

Sono esclusi da tale obbligo esclusivamente i rapporti di lavoro domestico (colf, badanti e baby sitter).

Sarà pertanto possibile effettuare il pagamento tramite:

  • bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. L’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni.

Sempre da tale data la firma della busta paga da parte del dipendente non costituirà più prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione.

SANZIONI

La violazione del pagamento secondo le nuove modalità comporterà l’applicazione della sanzione amministrativa da un minimo di 1.000,00 euro ad un massimo di 5.000,00 euro.

Sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), è possibile consultabile, regione per regione, l'elenco delle imprese assegnatarie del voucher digitalizzazione con l’indicazione dell’importo del Voucher prenotato.

L’elenco è stato definito a seguito dell’aumento della dotazione finanziaria destinata alla manovra, avvenuta con il decreto ministeriale 23 marzo 2018, e del completamento dei controlli amministrativi su tutte le domande presentate.

Si ricorda che il progetto di digitalizzazione dei processi aziendali e ammodernamento tecnologico non può avere durata superiore a 6 mesi (a decorrere dal 14 marzo 2018, data di pubblicazione dell’elenco delle imprese ammissibili al voucher) e pertanto deve essere ultimato entro il 14 settembre 2018.

Le imprese assegnatarie del voucher, a seguito della realizzazione del progetto e dopo aver effettuato il pagamento di tutte le fatture dei fornitori, possono presentare la richiesta di erogazione sul sito del MISE a partire dal 14 settembre 2018 fino al 13 dicembre 2018.

 

Il prossimo 25 maggio entreranno in vigore le nuove regole europee sulla privacy a tutela il diritto delle persone fisiche alla protezione dei dati personali (Regolamento Ue 2016/679, approvato il 14.4.2016 dal Parlamento europeo e poi pubblicato sulla G.U. europea del 4.5.2016).

Da tale data, pertanto, cesserà di avere validità la normativa nazionale sulla privacy (D.Lgs. 196/2003 – cd. Codice della Privacy) abrogato dal Consiglio dei Ministri, nella riunione del 21.3.2018.

Entrata in vigore

25 maggio 2018

Soggetti obbligati

imprese, professionisti od enti ivi compreso quelli con sede al di fuori dell’Unione Europea che offrono servizi o prodotti all’interno del mercato Ue.

Titolare del trattamento - compiti

    • individua il rischio connesso al trattamento attraverso un’autovalutazione della propria struttura;

    • mette in atto misure tecniche e organizzative adeguate a garantire che siano trattati solo i dati personali necessari per ogni specifica finalità del trattamento. Tale obbligo vale per la quantità dei dati personali raccolti, la portata del trattamento, il periodo di conservazione e l'accessibilità;

    • rilascia l’informativa all’interessato;

    • fornisce dimostrazione, in sede di controllo da parte dell’Autorità Garante, che il trattamento è effettuato conformemente al Regolamento;

    • comunicare eventuali violazioni dei dati personali al Garante (data branch);

    • esamina e aggiorna il trattamento ove necessario.

Responsabile della protezione dei dati – (D.P.O. o R.P.D.)

 

Il titolare designa un responsabile del trattamento

contenere l’attribuzione di specifici compiti.

Il responsabile della protezione (che può essere un dipendente o un consulente esterno) è designato in funzione delle qualità professionali, in particolare della conoscenza specialistica della normativa e delle prassi in materia di protezione dei dati, e della capacità di assolvere i compiti previsti dalla legge.

La sua nomina è obbligatoria:

    • per le Pubbliche Amministrazioni;

    • le Imprese che gestiscono trattamenti che, per loro natura, ambito di applicazione e/o finalità, richiedono il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala;

    • le imprese che gestiscono di categorie particolari di datipersonali o di dati relativi a condannepenali

ed a reati.

Il titolare del trattamento o il responsabile del trattamento pubblica i dati di contatto del responsabile della protezione dei dati e li comunica all’autorità di controllo.

E’ inoltre tenuto al segreto o alla riservatezza in merito all’adempimento dei propri compiti, in conformità del diritto dell’Unione o degli Stati membri.

Compiti del Responsabile della protezione dei dati

 

Il responsabile della protezione deve, in totale autonomia,:

a) informare e fornire consulenza al titolare del trattamento o al responsabile del trattamento nonché ai dipendenti che eseguono il trattamento in merito agli obblighi derivanti dalla normativa vigente relativa alla protezione dei dati;

b) sorvegliare l’osservanza;

c) fornire, se richiesto, un parere in merito alla valutazione d’impatto sulla protezione dei dati e sorvegliarne lo svolgimento;

d) cooperare con l’autorità di controllo;

e) fungere da punto di contatto per l’autorità di controllo per questioni connesse al trattamento, tra cui la consultazione preventiva, ed effettuare, se del caso, consultazioni relativamente a qualunque altra questione.

Principio dell’accountability

il titolare del trattamento (impresa, professionista o ente) deve essere in grado di dimostrare che il trattamento dei dati personali effettuato è conforme allo stesso Regolamento.

A tal fine:

    • individua il rischio connesso al trattamento;

    • adotta le politiche e attua misure che egli stesso ritiene adeguate a garantire la tutela dei dati personali conformemente al regolamento.

Dati personali

qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile («interessato»); si considera identificabile la persona fisica che può essere identificata, direttamente o indirettamente, con particolare riferimento a un identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all’ubicazione, un identificativo online o a uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale.

Dati personali - caratteristica

I dati personali devono essere:

    • trattati in modo lecito, corretto e trasparente nei

confronti dell’interessato

    • raccolti per finalità determinate, esplicite e legittime;

    • adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità per le quali sono trattati;

    • esatti e aggiornati; devono essere adottate tutte le misure ragionevoli per cancellare o rettificare tempestivamente i dati inesatti rispetto alle loro finalità;

    • conservati in maniera da permettere l’identificazione degli interessati per un periodo non superiore al conseguimento delle finalità per le quali sono trattati;

    • trattati in modo da garantire un’adeguata sicurezza dei dati personali.

Trattamento

operazione o insieme di operazioni, compiute con o senza l’ausilio di processi automatizzati e applicate a dati personali o insiemi di dati personali, come la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la strutturazione, la conservazione, l’adattamento o la modifica, l’estrazione, la consultazione, l’uso, la comunicazione mediante trasmissione, diffusione o qualsiasi altra forma di messa a disposizione, il raffronto o l’interconnessione, la limitazione, la cancellazione o la distruzione.

Registro dei trattamenti

Il Garante privacy precisa che la tenuta del registro dei trattamenti non costituisce un adempimento formale ma fa parteintegrante di un sistema di corretta gestione dei dati personali.

Come prevede l’art. 30 del Regolamento Ue, tutti i titolari ed i responsabili di trattamento, esclusi gli organismi con meno di 250dipendenti ma solo se non effettuano trattamenti a rischio, dovranno tenere un registro delle operazioni di trattamento dove verrà trascritto:

  • finalità del trattamento;

  • descrizione dei dati;

  • descrizione delle categorie di interessati e di dati 

personali;

  • categorie di destinatari cui è prevista la comunicazione;

  • categorie di destinatari a cui i datipersonali sono stati o saranno comunicati, compresi i destinatari di Paesi terzi od organizzazioni internazionali;

  • trasferimenti di datipersonali verso un Paese terzo o un’organizzazione internazionale, nei casi previsti la documentazione delle garanzie adeguate;

  • termini ultimi previsti per la cancellazione delle diverse categorie di dati;

  • descrizione generale delle misure di sicurezza tecniche e organizzative.

Notifica delle violazioni di dati personali

 

Tutti i titolari devono, entro 72 ore, notificare all’autorità di controllo le violazioni di dati personali di cui vengono a conoscenza.

Informativa

Il titolare del trattamento deve spiegare in maniera chiara e senza possibilità di equivoco, tutte le condizioni che regolano la raccolta e il trattamento dei dati al momento della sottoscrizione da parte dell’interessato dell’informativa e deve, obbligatoriamente, dichiarare all’interessato come verranno elaborati i suoi dati.

L’informativa deve contenere le seguenti informazioni:

a) l'identità e i dati di contatto del titolare del trattamento e, ove applicabile, del suo rappresentante;

b) i dati di contatto del responsabile della protezione dei dati, ove applicabile;

c) le finalità del trattamento cui sono destinati i dati personali nonché la base giuridica del trattamento;

d) nel caso di trattamento necessario per il perseguimento del legittimo interesse del titolare del trattamento o di terzi, a condizione che non prevalgano gli interessi o i diritti e le libertà fondamentali dell’interessato che richiedono la protezione dei dati personali, in particolare se l’interessato è un minore, i legittimi interessi perseguiti dal titolare del trattamento o da terzi;

e) gli eventuali destinatari o le eventuali categorie di destinatari dei dati personali;

f) ove applicabile, l'intenzione del titolare del trattamento di trasferire dati personali a un paese terzo o a un'organizzazione internazionale;

g) il periodo di conservazione dei dati personali oppure, se non è possibile, i criteri utilizzati per determinare tale periodo;

h) l'esistenza del diritto dell'interessato di chiedere al titolare del trattamento l'accesso ai dati personali e la rettifica o la cancellazione degli stessi o la limitazione del trattamento che lo riguardano o di opporsi al loro trattamento, oltre al diritto alla portabilità dei dati;

i) l'esistenza del diritto di revocare il consenso in qualsiasi momento senza pregiudicare la liceità del trattamento basata sul consenso prestato prima della revoca;

l) il diritto di proporre reclamo all’autorità di controllo;

m) se la comunicazione di dati personali è un obbligo legale o contrattuale oppure un requisito necessario per la conclusione di un contratto, e se l'interessato ha l'obbligo di fornire i dati personali nonché le possibili conseguenze della mancata comunicazione di tali dati;

Qualora il titolare del trattamento intenda trattare ulteriormente i dati personali per una finalità diversa da quella per cui essi sono stati raccolti, prima di tale ulteriore trattamento fornisce all'interessato informazioni in merito a tale diversa finalità e ogni ulteriore informazione pertinente.

Liceità del trattamento (rispetto delle norme generali e specifiche dell’ordinamento)

 

Il trattamento è lecito se l’interessato ha espresso il proprio consenso al trattamento dei propri dati personali e se necessario per:

    • l’esecuzione di un contratto di cui l’interessato è parte;

    • adempiere un obbligo legale al quale è soggetto il titolare del trattamento;

    • salvaguardare gli interessi vitali dell’interessato o di un’altra persona fisica;

    • l’esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all’esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento;

    • per il perseguimento del legittimo interesse del titolare del trattamento o di terzi.

Principio della minimizzazione dei dati

I dati devono essere adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario per la corretta esecuzione dell’incarico ricevuto.

Principio della limitazione della conservazione

Il titolare deve conservare i dati per un arco di tempo non superiore al conseguimento della finalità per la quale sono trattati.

Trasferimento dei dati personali - deroghe

    E’ possibile se:

    • l’interessato abbia prestato consenso esplicito al trasferimento;

    • il trasferimento si rende necessario:

    • all’esecuzione di un contratto concluso tra l’interessato e il titolare del trattamento;

    • per la conclusione o l’esecuzione di un contratto stipulato tra il titolare del trattamento e un’altra persona fisica o giuridica a favore dell’interessato;

    • per importanti motivi di interesse pubblico;

    • per accertare, esercitare o difendere un diritto in sede giudiziaria;

    • per tutelare interessi vitali dell’interessato o di altre persone, qualora l’interessato si trovi nell’incapacità di prestare il consenso;

Diritto di limitazione del trattamento

 

Il diritto di limitazione del trattamento è esercitabile, oltre che in caso di violazione dei presupposti di

Liceità del trattamento (in alternativa alla cancellazione dei dati stessi), anche se l’interessato chiede la rettifica dei dati o si oppone al loro trattamento.

Il Garante privacy raccomanda ai titolari di prevedere nei propri sistemi informativi (elettronici o meno) misure idonee a tale scopo.

Diritto alla portabilità

 

Il diritto alla portabilità, di nuova introduzione non si applica ai trattamenti non automatizzati (quindi non si applica agli archivi o registri cartacei) e vengono previste specifiche condizioni per il suo esercizio.

In particolare, viene osservato dal Garante privacy che sono portabili solo i dati trattati con il consenso dell’interessato, o sulla base di un contratto stipulato con l’interessato.

Sanzioni amministrative

le sanzioni che potranno essere comminate ai trasgressori ammontano al 4% del fatturato totale fino ad un massimo di 20 milioni di euro.

Trattamenti dati esclusi

Sono esclusi dal regolamento i trattamenti di dati effettuati nei seguenti ambiti:

  • attività non rientranti nell’ambito di applicazione del diritto UE;
  • trattamenti effettuati da persona fisica per l’esercizio di attività a carattere esclusivamente personale o domestico;
  • trattamenti effettuati dalle autorità per fini di prevenzione, indagine, accertamento o perseguimento reati o esecuzione sanzioni penali.

 

  • attività non rientranti nell’ambito di applicazione del diritto UE;

  • trattamenti effettuati da persona fisica per l’esercizio di attività a carattere esclusivamente personale o domestico;

  • trattamenti effettuati dalle autorità per fini di prevenzione, indagine, accertamento o perseguimento reati o esecuzione sanzioni penali.

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