Novembre 2019 - Studio Montanaro

LA RATA CHE SCADE OGGI
SABATO 30 NOVEMBRE SLITTA AL  2 DICEMBRE 2019

Si ricorda che il mancato, insufficiente o tardivo pagamento anche di una sola rata, oltre la tolleranza di cinque giorni prevista per legge, determina l’inefficacia della definizione agevolata, il debito non potrà essere più rateizzato e l’Agenzia della riscossione dovrà riprendere, come previsto dalla legge, le azioni coattive di recupero.

Entro questo termine è anche possibile sanare il mancato pagamento della rata scaduta lo scorso 31 luglio  (Rottamazione Ter).

Pubblicato in Lettere Informative

Con la modifica del comma 3 dell’articolo 2477 (1) del Codice civile sono variati, per le Società a Responsabilità Limitata, i parametri per la nomina obbligatoria dell’organo di controllo o del revisore.

Pertanto oltre alle seguenti società:

  • Società per Azioni S.p.A.

  • Società in Accomandita per Azioni S.a.p.A.;

  • Società Cooperative (S.p.A. o S.r.l.) che emettono strumenti finanziari non partecipativi (strumenti finanziari forniti di diritto finanziario e di diritto amministrativo – a seguito di apporti di soci e di terzi- escluso il diritto di voto nell’assemblea generale dei soci);

  • Società Cooperative (S.p.A. o S.r.l.) che hanno i requisiti previsti per le S.r.l. dall’articolo 2477 comma 3 (tutte le successive casistiche);

  • Società tenute alla redazione del bilancio consolidato;

  • Società controllanti di altra società tenuta alla revisione legale dei conti (esempio S.r.l. controllante di S.p.A./S.a.p.A.);

sono anche interessate dall’obbligo di revisione le S.r.l. che superano per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:

    • attivo di Bilancio non inferiore ad € 4.000.000;

    • ricavi, voce A1 del Conto Economico, non inferiori ad € 4.000.000;

    • dipendenti occupati in media durante l’anno non inferiori a 20 unità (2).

L’obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore cessa quando, per tre esercizi consecutivi, non è superato alcuno dei predetti limiti.

Si ricorda che possono ricoprire la carica di sindaco o revisore, ai sensi dell’articolo 2397 del codice civile, purchè soddisfino il requisito dell’indipendenza rispetto alle società oggetto del controllo:

  • iscritti al registro dei revisori legali;

  • professori universitari di ruolo in materie giuridiche o economiche;

  • iscritti all’albo degli Avvocati;

  • iscritti all’albo dei Dottori commercialisti ed Esperti Contabili;

  • iscritti all’albo dei Consulenti del lavoro.

In caso di sindaco unico è obbligatorio nominare iscritti al registro dei revisori legali.     

La mancata nomina non comporta l’applicazione di specifiche sanzioni

Tuttavia, secondo quanto previsto dallo stesso art. 2477 del codice civile “ … Se l'assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o su segnalazione del conservatore del registro delle imprese … ”

                                                     

(1) Ved. art.379 del D.Lgs. 14/2019 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

(2) In sede di conversione del Decreto c.d. “1000 proroghe” è stato differito il termine, originariamente fissato al 16.12.2019, per la nomina dell’organo di controllo / revisore da parte delle società che, nell’esercizio 2019, hanno superato almeno uno dei “nuovi” limiti dimensionali previsti:

nomina deve essere deliberata entro la data di approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2019 e l’organo di controllo nominato sarà obbligato a redigere la Relazione del bilancio chiuso al 31.12.2020.

 autori: Giovanni e Felice Montanaro - studio Montanaro - commercialisti e revisori legali - Trani - 

Pubblicato in Lettere Informative

 

Come noto entro il prossimo 02/12/2019, il 30/11/2019 cadrà di sabato, sarà possibile versare il secondo acconto 2019 delle tasse scaturenti dalla dichiarazione dei redditi.

Con le modifiche disposte dall’articolo 58 del DL 124/2019 del 26 ottobre 2019, e così come chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n° 93/E del 12 novembre, per i contribuenti che:

  • esercitano, in forma di impresa o di lavoro autonomo, le attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA, prescindendo dal fatto che gli stessi applichino o meno gli ISA;
  • dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito (€ 5.164.569,00);
  • applicano il regime forfetario agevolato, previsto dall’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190
  • applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111
  • determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfetari
  • ricadono nelle altre cause di esclusione dagli ISA

le rate dell’acconto delle tasse per l’anno successivo vengono rimodulate in due tranche del 50% l’una a differenza di quanto precedentemente in vigore e cioè prima rata del 40% e seconda rata del 60%.

Per l’anno di imposta 2019 i contribuenti che hanno versato la prima rata dell’acconto per un importo pari al 40% (quindi secondo la precedente normativa), non dovranno rideterminarlo integrando i versamenti, ma potranno versare il restante 50% delle seguenti imposte entro il termine di versamento del secondo acconto, che quindi subirà una riduzione rispetto alla percentuale del 60% prevista precedentemente:

  • Imposta sul reddito delle persone fisiche – IRPEF;
  • Imposta sul reddito delle società – IRES;
  • Imposta regionale sulle attività produttive – IRAP;
  • Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP dovuta dai contribuenti che si avvalgono del regime forfetario;
  • Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP dovuta dai contribuenti che si avvalgono del regime dei minimi;
  • Cedolare secca sul canone di locazione;
  • Imposta dovuta sul valore degli immobili situati all’estero – IVIE;
  • Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero – IVAFE.
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Con la circolare del Ministero dell'Interno prot. n. 300/A/9434/19/109/12/3/4/1 è stato anticipato al 7 novembre (inizialmente era 6 marzo 2020) l’introduzione dell’obbligo di seggiolini antiabbandono per il trasporto in auto di bambini. 

L’articolo 172 del Codice della strada, così come modificato dalla Circolare di cui sopra, prevede le seguenti sanzioni per chi trasporta un bambino di età inferiore a quattro anni senza un sistema antiabbandono conforme a quanto disposto dal Decreto del MIT n. 122 del 2 ottobre 2019 (integrato nel seggiolino o separato):

  • 81 euro di multa;

  • la decurtazione di cinque punti della patente;

  • la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi, se si commette la stessa infrazione più di una volta nel giro di due anni.

Per essere in regola, ed evitare quindi le predette sanzioni, il conducente dell'auto deve poter dimostrare, con una certificazione di conformità, che il seggiolino o il dispositivo sia omologato.

Pertanto il commerciante deve fornire adeguata documentazione attestante l’idoneità del seggiolino o dispositivo alle caratteristiche del DM 122.

Tuttavia, sono ricorrenti le voci di una moratoria delle sanzioni per il primo periodo di entrata in vigore dell’obbligo, la Ministra delle infrastrutture Paola De Micheli, infatti, ha preannunciato che la maggioranza è d'accordo nel predisporre un procedimento che rinvii l'entrata in vigore delle sanzioni.

Si consiglia inoltre di conservare lo scontrino fiscale relativo all'acquisto del seggiolino in quanto il decreto legge 124/2019 (c.d. Decreto Fiscale 2020) ha introdotto un contributo di euro 30,00 per ciascun dispositivo di allarme acquistato dalle famiglie.

Il contributo sarà disponibile fino ad esaurimento delle risorse complessivamente stanziate pari a 15,1 milioni per l’anno 2019 e 1 milione per l’anno 2020 ma, ad oggi, non sono state ancora pubblicate le istruzioni su come si potrà richiedere l’agevolazione.

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